FAQ

Che differenza c’è tra psicologo, psicoterapeuta e psichiatra?

Lo psicologo è un laureato in psicologia iscritto a un albo regionale che lavora in ambito psicologico (consulenze, test, diagnosi, psicologia del lavoro,orientamento, selezione del personale..), a seconda degli indirizzi scelti. Lo psicoterapeuta è uno psicologo con laurea magistrale che ha frequentato un corso quadriennale in una scuola di specializzazione in psicoterapia riconosciuta dal Ministero dell’Istruzione. A seconda dell’indirizzo di formazione scelto (gruppoanalitico, sistemico, analisi transazionale, cognitivo comprtamentale e altri) può lavorare con terapie mirate, volte al trattamento dei sintomi, all’acquisizione di consapevolezza e al cambiamento. Lo psichiatra è un medico con specializzazione in psichiatria e cura utilizzando i farmaci. Gli psichiatri possono avere una formazione come psicoterapeuti.

 

Per chi è indicata la consulenza psicologica?

La consulenza psicologica serve sia per sintomi che si manifestano come “individuali”, quali ad esempio i disturbi ansiosi, dell’umore, le patologie alimentari, situazioni di “scacco evolutivo”, problematiche nell’elaborazione del lutto, traumi, etc. sia per problematiche più “relazionali”, quali problemi di comunicazione, di coppia, o tra genitori e figli.

 

In cosa consiste la prima consulenza psicologica?

Il primo incontro che effettuo di consulenza psicologica è gratuito e dura circa 40 minuti. Ha lo scopo di presentarsi e comprendere il motivo della richiesta, così da poter capire se e in quale modo io possa essere d’aiuto a chi me lo chiede, per arrivare a costruire assieme un progetto di intervento. Ho scelto di offrire un primo colloquio gratuito perchè le persone siano libere di sperimentare il clima della terapia senza sentirsi vincolate al proseguimento della stessa. Le psicoterapie e gli psicoterapeuti non sono tutti uguali, è giusto darsi l’opportunità di “sentire” se si è nel posto giusto e se si ha di fronte la persona giusta per se stessi.

 

Con quale frequenza avvengono i colloqui?

Solitamente la frequenza dei colloqui psicologici individuali è settimanale o quindicinale. Dipende comunque dalla situazione presentata. Le terapie di coppia si svolgono a ogni due o tre settimane; le terapie familiari si effettuano generalmente ogni venti giorni o una volta al mese.

 

Quanto costa una consulenza psicologica?

Le persone sono giustamente preoccupate dell’investimento economico di un percorso psicologico o una psicoterapia. Solitamente si pensa a un impegno molto oneroso. Il mio sforzo è quello di garantire la mia professionalità, garantendo la formazione professionale costante e necessaria, accogliendo in uno studio che tuteli il più possibile la privacy, offrendo il meglio degli strumenti a mia disposizione. La parte economica viene condivisa e concordata con la persona, di modo che possa garantire gli effetti auspicati tenendo conto delle sue possibilità economiche.

Il primo incontro è gratuito. Il prezzo delle successive sedute individuali varia tra i 60 e gli 80 euro. Le terapie di coppia e familiari hanno un costo che può modificarsi notevolmente a seconda che vengano effettuate da uno o due psicoterapeuti; ciò dipende dalla complessità della situazione e del sistema familiare e si valuta in fase di valutazione durante i primi colloqui. È importante considerare che la peculiarità del servizio deve essere valutata dal professionista, come per esempio la tipologia di intervento, o la frequenza delle sedute.

 

Quali sono le modalità di pagamento?

Il pagamento deve essere effettuato al termine di ogni incontro, tranne che non ci si accordi diversamente.

 

Posso detrarre dalla dichiarazione dei redditi le spese sostenute per una psicoterapia?

Sì. Le spese sostenute per sedute di psicoterapia, purché appositamente documentate, possono essere portate in detrazione al capitolo “Spese mediche e sanitarie” in misura del 19%, fino ad un tetto massimo di €15493,71 all’anno. Il terapeuta deve pertanto rilasciare apposita fattura attestante l’importo della sua tariffa, i suoi dati fiscali e quelli di iscrizione all’Albo degli Psicologi. Non si possono infatti detrarre spese di sedute svolte con persone non regolarmente iscritte all’Albo.

 

Lo psicoterapeuta può somministrare farmaci?

Lo psicologo e lo psicoterapeuta non somministrano dei farmaci a meno di non aver conseguito una laurea (e ovviamente la successiva abilitazione) in medicina. Quando si ritiene necessario (dopo un inquadramento psicodiagnostico), si può inviare la persona da uno psichiatra per valutare la necessità di un supporto di tipo farmacologico (è possibile anche il percorso inverso, ovvero lo psichiatra che invia un paziente allo psicoterapeuta).

 

Lo psicologo può rivelare informazioni sensibili? A chi? Può contattare i servizi sociali, le forze dell’ordine ecc?

Il codice deontologico degli Psicologi Italiani (di cui art.11, 12, 13, 15, 16) obbliga lo psicologo al segreto professionale, tuttavia il professionista può “valutare con attenzione la necessità di derogare totalmente o parzialmente alla propria doverosa riservatezza, qualora si prospettino gravi pericoli per la vita o per la salute psicofisica del soggetto e/o terzi” (art.13).

Le persone devono sentirsi libere di esprimere e affrontare qualsiasi argomento durante un percorso di psicoterapia. Il terapeuta mostra un atteggiamento di sospensione del giudizio e favorisce la creazione di un’alleanza terapeutica al fine di facilitare i processi di cambiamento.

 

Prima di prendere un appuntamento posso porre alcuni quesiti e spiegare la mia situazione?

Rispondo sia alle vostre telefonate che alle vostre e-mail. Consiglio comunque di conoscerci personalmente durante un incontro preliminare che offro gratuitamente per esaminare e analizzare la vostra personale situazione.

 

 

Di quanti incontri posso necessitare?

Questo è un aspetto soggettivo. Ogni forma d’intervento psicologico dipende dalla motivazione della persona, dalla situazione presentata e da diverse altre variabili. Una durata in linea di massima si stabilisce in fase di valutazione, ma è sempre possibile ridefinirla. Lo psicoterapeuta lavora per aiutare la persona che ha di fronte a diventare consapevole dei propri processi mentali, a strutturare strategie efficaci ad affrontare gli eventi difficili, con l’obiettivo di renderlo autonomo dall’aiuto e dallo sguardo del terapeuta stesso.

 

È garantito l’esito positivo dell’intervento?

Questa garanzia è legata a diversi fattori: per esempio alla relazione positiva incentrata sulla fiducia e collaborazione instaurata tra lo psicologo e la persona alla quale è rivolto l’intervento di supporto psicologico. L’art. 26 del Codice Deontolico degli Psicologi Italiani prevede che “lo psicologo valuti ed eventualmente proponga l’interruzione del rapporto terapeutico quando constata che il paziente non trae alcun beneficio dalla cura e non è ragionevolmente prevedibile che ne trarrà dal proseguimento della cura stessa. Se richiesto, fornisce al paziente le informazioni necessarie a ricercare altri e più adatti interventi”

 

 

Posso interrompere quando voglio?

Certamente. Non vi è nessun obbligo formale al proseguimento delle sedute, se non un accordo che solitamente viene proposto di dedicare almeno una seduta alla chiusura del lavoro, anche qualora si scelga di chiudere un percorso anticipatamente. Vale anche la pena di soffermarsi sul motivo dell’interruzione anticipata del lavoro, in quanto anche alcune difese possono a volte orientare verso la scelta di chiuderre anticipatamente e, in questo caso, è opportuno esserne consapevoli. Essere attori del proprio percorso significa comunque anche condividere la responsabilità della scelta in merito alla durata del percorso avviato.

 

Le sedute disdette devono essere comunque pagate?

Quando si è impossibilitati a presentarsi all’appuntmanto concordato, chiedo di essere avvisata con 24 ore di anticipo e in tal caso la seduta si rinvia semplicemente. In caso di mancato avviso invece viene richiesto il pagamento della seduta in concomitanza con l’incontro successivo.